23 aprile 2026

Transizioni

Performance finale del Laboratorio di danza “Improvvisazione e composizione” 2025/26
A cura di Gabriella Cerritelli

In dialogo con le opere della mostra Danzante di June Crespo

Giovedì 23 aprile,

h 19:00 e 20:00

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane, 16 - Torino

Con: Ilaria Cottu, Vincenzo D’Elia, Eugenia Gaglianone, Cristiana Geremia, Sara Girardo, Francesca Iannaccone, Davide Maino, Costanza Paolillo, Antonella Rosa, Angela Scazzari, Rachele Zennaro.

Azione pittorica di Francesca Iannaccone

Il percorso laboratoriale guidato da Gabriella Cerritelli si è sviluppato attraverso una ricerca espressiva fondata sull’improvvisazione e sulla composizione istantanea, orientata alla costruzione di una presenza scenica sensibile, permeabile e relazionale. Il lavoro ha stimolato una libertà creativa che nasce all’interno di una griglia condivisa di equilibri e principi condivisi, generando spazi e forme in continua trasformazione: corpi in ascolto, capaci di accogliere l’incontro, l’alterità e il cambiamento.

Elemento centrale del processo è stata la relazione con diversi materiali e dispositivi: lo spazio articolato su più livelli, la musica, la parola, la materia. In questo intreccio, il corpo si configura come luogo di attraversamento e risonanza, più che come forma definita.

La performance Transizioni nasce in dialogo diretto con la mostra Danzante di June Crespo, condividendone alcune tensioni fondamentali. Come negli assemblaggi scultorei dell’artista, concepiti come “vasi comunicanti”, anche i corpi in scena si offrono come sistemi aperti, attraversati da flussi di energia, contatto e trasformazione. La danza diventa così un campo di forze in cui elementi eterogenei si incontrano generando configurazioni transitorie.

L’approccio alla materialità rappresenta un ulteriore punto di risonanza. Se Crespo lavora trattando i materiali come agenti attivi, lasciando emergere tensioni tra organico e industriale, tra superficie e struttura, analogamente i performer si pongono in ascolto del corpo, delle sue qualità fisiche come materia viva, non da controllare ma da accompagnare. Il gesto nasce in dialogo con ciò che resiste, pesa, evoca, si frammenta o si connette.

Affiorano inoltre analogie nella dimensione percettiva e sensoriale: le opere di Crespo evocano stati corporei intimi e spesso ambigui, mentre la danza esplora micro-sensazioni, contatti e stati di soglia, in cui il corpo appare come un insieme di parti in relazione, mai completamente unificate. In entrambe le pratiche emerge una corporeità frammentata ma vitale, in continuo divenire.

Infine, Transizioni condivide con la ricerca dell’artista l’idea di un processo aperto, non risolutivo: una pratica di connessione e ricomposizione che non mira a fissare forme definitive, ma a generare incontri. Corpi e “corpi-oggetto” si collocano così in uno spazio intermedio, dove identità e significati restano mobili, e dove – come suggerisce Crespo– la libertà dell’opera diventa anche libertà dello spettatore.

Progetto a cura di: Concor_danze APS in collaborazione con il Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.